Catania, il gol smarrito e l'affetto dei tifosi ritrovato - I AM CALCIO CATANIA

Catania, il gol smarrito e l'affetto dei tifosi ritrovato

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Il gol smarrito, ma l'affetto dei tifosi ritrovato. Due aspetti in antitesi per il Catania dopo la gara contro la Reggina. La squadra allenata da Lucarelli palesa limiti offensivi notevoli, ma esce tra gli applausi dei tifosi che apprezzano l'impegno e la grinta messe in campo dai rossazzurri.

Dopo il match contro la capolista inizia a farsi largo un pensiero: se ci fosse stato Lucarelli dall'inizio della stagione? Se ci fosse stato questo spirito di gruppo fin da luglio dove sarebbe adesso la squadra rossazzurra? Due interrogativi che non avranno mai risposto.

La realtà, invece, dice: settimo posto con ben dieci partite dei playoff da disputare (e quasi tutte da vincere). Una montagna da scalare, un'impresa quasi impossibile davanti. Uscire dal campo, però, tra gli applausi del pubblico e dopo un'eliminazione dalla Coppa Italia e da un doppio 0-0, è fatto da sottolineare. L'analisi sul Catania, è bene ribadirlo, non si può limitare solo all'aspetto emotivo.

Tra infortuni, cessioni e altro, il Catania sta ritrovando la propria identità. L'allenatore rossazzurro ha ben chiaro cosa ha fatto il Cosenza nel 2018, ma allo stesso tempo sa bene che ha bisogno che i suoi interpreti migliori siano pienamente in forma: da Curcio a Curiale passando per Vicente, Mbende e Mazzarani: difesa, centrocampo e attacco al massimo per sperare nel miracolo sportivo.

Prima, però, c'è da pensare a conquistare la salvezza: la gara contro il Picerno di mercoledì 26 è da cerchiare in rosso. Un successo contro la matricola lucana certificherebbe, a meno di penalizzazioni e crolli finali, la salvezza. Poi sarebbe tutto finalizzato alla disputa dei playoff e il settimo posto (con il primo turno da disputare in casa e con due risultati su tre) sarebbe importante. Con il sostegno dei tifosi, con la ritrovata verve dell'attacco (bene Beleck, ma bisogna attaccare con più incisività negli ultimi 16 metri) nulla è impossibile.

Considerato l'andamento della stagione anche una mancata promozione in B non sarebbe vista come una catastrofe. Molto più importante è il futuro del club, mai come quest'anno davvero incerto. 

Andrea Carlino

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