Catania, Pagliara: "Entro il fine settimana offerta per acquisto" - I AM CALCIO CATANIA

Catania, Pagliara: "Entro il fine settimana offerta per acquisto"

Fabio Pagliara
Fabio Pagliara
CataniaSerie C

Il futuro del Catania è appeso ad un filo. Le possibilità che la società etnea possa evitare il fallimento non sono alte. Una speranza è legata alla cessione della società attuale in mano a Nino Pulvirenti.

Pende come una spada di Damocle sia la richiesta della Procura della Repubblica di Catania della nomina di amministratori giudiziari sia la messa in mora da parte dei calciatori che chiedono gli stipendi arretrati.

La Sigi, la Sport Investiment Group Italia, capeggiata da Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino, rappresenta il tentativo, da parte dell'imprenditoria locale, di salvare la matricola 11700 e la categoria. A poco più di 24 ore dalla formazione della SpA (formalizzata anche con l'iscrizione al registro delle imprese), è stato deliberato l'aumento del capitale sociale da 55mila euro a 5 milioni tutto questo è condizionato all'acquisizione del Calcio Catania.

Confermato l'ingresso nell'eventuale società di Massimo Mauro e Vincenzo Guerini. A Iam Calcio Catania interviene Fabio Pagliara: "Il passaggio immediato dopo la formalizzazione della società per azioni è quella di formulare un'offerta che tenga conto della storia del club e della sua situazione attuale con i debiti e l'asset di Torre del Grifo. Ritengo che entro uno-due giorni possa essere predisposta l'offerta. Il passaggio formale effettuato oggi è importante perché fa capire che si tratta di una realtà congrua che può essere in grado di poter gestire una società calcistica. Ci sono 11 imprenditori, ma già se ne sono aggiungi altri e l'intenzione è quella, ben nota, di realizzare un'azionariato popolare. Una scommessa importante e spero che l'attuale proprietà del Calcio Catania riconosca in noi un interlocutore valido. Abbiamo fatto le cose per bene, con umiltà e trasparenza". E sui nomi degli imprenditori, Pagliara afferma: "Non mi soffermerei molto su questo, c'è da dire che oltre gli undici imprenditori, che rappresentano comunque, quasi 60 milioni di fatturato, ne arriveranno altri, qualora la trattativa andasse in porto, per un volume di affari di quasi 100 milioni di euro. Non posso escludere oltre all'azionariato popolare anche l'apertura a fondi esteri. Capisco la voglia di sapere, ma in questo momento è più importante che ci sia città dietro che preme e che tanti imprenditori vorranno entrare a far parte dell'azionariato".

Andrea Carlino

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